Verso sera dopo i vespri andai al cimitero, pregai un momento e all'improvviso
vidi una delle nostre suore che mi disse: « Siamo nella cappella».
Compresi che dovevo andare nella cappella e pregare li per acquistare le indulgenze.
Il giorno dopo, durante la santa Messa, vidi tre colombe bianche che si alzavano
in volo dall'altare verso il cielo. Mi fu dato di comprendere che non solo quelle
tre care anime, che avevo visto, erano andate in paradiso, ma molte altre che
non erano morte nel nostro istituto. Oh, quanto è buono e misericordioso
il Signore! Colloquio con Padre Andrasz alla fine degli esercizi spirituali.
Mi ha meravigliato enormemente una cosa, che ho notato durante ogni conversazione
in cui ho attinto consigli e indicazioni dal Padre e precisamente: ho notato
che Padre Andrasz, a tutte le domande che gli facevo sulle cose che esige da
me il Signore, mi rispondeva con tale chiarezza e decisione, come se lui stesso
avesse vissuto questo. O Gesù mio, se ce ne fossero di più di
tali guide spirituali, le anime sotto una simile direzione giungerebbero in
breve tempo all'apice della santità e non sprecherebbero grazie tanto
grandi. Io ringrazio continuamente Dio per questa grande grazia, perché
nella Sua bontà si è degnato di porre sulla strada della mia vita
spirituale queste colonne luminose che mi rischiarano il cammino, affinché
non vada fuori strada o non mi attardi nel tendere all'intima unione col Signore.
Ho un grande amore per la Chiesa che educa le anime e le conduce a Dio.
Colloquio con la Madre Generale. Quando parlai con la Madre Generale della questione
di uscire, ottenni questa risposta: « Se Gesù vuole che lei, sorella,
abbandoni questa Congregazione, mi dia un qualche segno che è Lui che
lo vuole. Lei, sorella, preghi per tale segno, poiché io temo che lei
possa essere vittima di qualche illusione. Ma d'altra parte non vorrei porre
ostacoli alla volontà di Dio, né oppormi ad essa, poiché
anch'io desidero fare la volontà di Dio ». E così ci accordammo
che rimango ancora così come sono, fino al momento in cui il Signore
farà conoscere alla Madre Superiora che Lui vuole che abbandoni questa
Congregazione. E quindi tutta questa faccenda è stata rinviata ancora
per un po'. Vedi, Gesù, che ora dipende soltanto da Te. Sono completamente
tranquilla, nonostante le grandi sollecitazioni; io da parte mia ho fatto tutto,
ed ora tocca a Te, Gesù mio, e così apparirà evidente che
la causa è Tua. Io da parte mia sono pienamente d'accordo con la Tua
volontà, fa' di me quello che Ti piace, o Signore, dammi solo la grazia
di amarTi con sempre maggior ardore; questa è la cosa che mi sta più
a cuore, non desidero nient'altro all'infuori di Te, o Eterno Amore. Non importa
per quali strade mi condurrai, se dolorose o gioiose. Io desidero amarTi in
ogni attimo della mia vita. O Gesù, se Tu mi ordini di andare a compiere
la Tua volontà, io andrò ... se mi ordini di restare, resterò.
Non importa quello che dovrò soffrire, sia in un caso che nell'altro.
O mio Gesù, se andrò, so quello che debbo sopportare e patire;
sono d'accordo con ciò con piena consapevolezza e l'ho già accettato
con un atto della mia volontà. Non m'importa quello che è racchiuso
per me in questo calice, mi è sufficiente sapere che me l'ha dato la
mano amorevole di Dio. Se mi richiami da questa strada e mi ordini di restare,
resterò nonostante tutte le sollecitazioni interiori. Se me le manterrai
ancora nell'anima e mi lascerai in questa agonia interiore anche fino alla fine
della vita, l'accetto con piena consapevolezza della volontà e con amorevole
sottomissione a Te, o mio Dio. Se rimarrò, mi nasconderò nella
Tua Misericordia, o mio Dio, così profondamente in modo che nessuno sguardo
possa scorgermi. Nella mia vita desidero essere un incensiere pieno di fuoco
nascosto; e Ti sia gradito il fumo che s'innalza verso di Te, o Ostia viva.
Sento nel mio cuore che ogni piccolo sacrificio fomenta il fuoco del mio amore
verso di Te, benché in modo così silenzioso e nascosto, che nessuno
riesce a vederlo. Quando dissi alla Madre Generale che il Signore voleva che
la Congregazione recitasse questa coroncina per placare lo sdegno di Dio, la
Madre mi rispose che per il momento non poteva introdurre queste nuove preghiere
non approvate. « Ma, sorella, mi dia questa coroncina; forse durante qualche
adorazione si potrà recitare. Vedremo. Sarebbe bene che il reverendo
dr. Sopocko stampasse un opuscoletto con la coroncina. In tal caso sarebbe
meglio e più facile poterla recitare in Congregazione; mentre così
è un po' difficile ». Le anime sante in paradiso esaltano la Misericordia
del Signore, poiché esse hanno sperimentato su di sé questa infinita
Misericordia. Ciò che quelle anime fanno in paradiso, io incomincio a
farlo già su questa terra. Glorificherò Dio per la Sua infinita
bontà e m'impegnerò perché altre anime conoscano e adorino
questa inesprimibile ed inconcepibile Misericordia di Dio.
Promessa del Signore: « La Mia Misericordia avvolgerà
in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa
coroncina ». O mio Gesù, insegnami ad aprire le viscere della
Misericordia e dell'amore a tutti coloro che me lo chiedano. O Gesù,
o mia Guida, ammaestrami Tu, affinché tutte le mie preghiere ed azioni
abbiano impresso il sigillo della Tua Misericordia.
Oggi ho cercato di fare tutte le mie pratiche di pietà prima della benedizione, perché mi sentivo peggio del solito. Perciò subito dopo la benedizione sono andata a coricarmi. Però quando entrai in dormitorio, conobbi all'improvviso interiormente che dovevo entrare nella cella di Sr. N. che aveva bisogno d'aiuto. Entrai subito in quella cella e Sr. N. mi disse: « Che fortuna che Dio l'ha condotta qui sorella ». E parlava con una voce così bassa che riuscii a capire a malapena. Mi disse: « Sorella, mi porti per favore un po' di tè col limone, perché ho una gran sete e non posso muovermi perché soffro molto ». Ed in realtà soffriva molto ed aveva la febbre alta. Le feci il servizio e con quel po' di tè spense l'arsura delle sue labbra. Quando entrai nella mia cella, la mia anima venne avvolta da un grande amor di Dio e compresi quanto occorra fare attenzione alle ispirazioni interiori e seguirle fedelmente. E la fedeltà ad una grazia, ne attira altre.
Oggi, durante la S. Messa, ho visto Gesù che mi ha detto: « Sta' tranquilla, figlia Mia; vedo i tuoi sforzi, che gradisco molto ». Ed il Signore scomparve ed era il momento di accostarsi alla S. Comunione. Dopo la S. Comunione all'improvviso vidi il Cenacolo ed in esso Gesù e gli Apostoli. Vidi l'istituzione del SS.mo Sacramento. Gesù mi permise di penetrare nel Suo intimo e conobbi la Sua grande Maestà e nello stesso tempo il Suo grande abbassamento. Quella luce misteriosa, che mi permise di conoscere la Sua Maestà, mi svelò contemporaneamente quello che c'è nella mia anima. Gesù mi fece conoscere l'abisso della Sua mitezza e della Sua umiltà e mi fece capire espressamente che vuole questo da me. Sentii lo sguardo di Dio nella mia anima, che mi riempì di un amore ineffabile, ma capii che il Signore guardava con amore le virtù ed i miei sforzi eroici e conobbi che questo attirava Iddio verso il mio cuore. Per questo compresi che non era sufficiente che mi preoccupassi solo delle virtù normali; perciò m'impegno a praticare le virtù eroiche. Benché la cosa all'esterno sia del tutto normale, tuttavia diverso è il modo che solo l'occhio di Dio riesce a scorgere. O Gesù mio, quello che ho scritto è soltanto una pallida ombra di quello che comprendo nell'anima; e queste sono cose puramente spirituali. Ma per scrivere qualche cosa di quello che il Signore mi fa conoscere, debbo usare dei termini che non mi soddisfano affatto, poiché non rendono bene la realtà. La prima volta che ricevetti questa sofferenza fu così: dopo i voti annuali, un certo giorno mentre pregavo vidi un grande bagliore e da quel bagliore uscirono dei raggi che m'investirono e subito provai un terribile dolore alle mani, ai piedi ed al costato e le punture della corona di spine. Provavo questa sofferenza il venerdì durante la santa Messa, ma durava un momento molto breve. La cosa si ripeté per alcuni venerdì, ma in seguito non sentii alcun dolore fino al momento attuale cioè fino alla fine di settembre di quest'anno. Nel corso di questa malattia, il venerdì durante la santa Messa, sento che vengo investita dalla stessa sofferenza, che si ripete ogni venerdì e qualche volta quando incontro un'anima che non è in stato di grazia. Benché la cosa avvenga raramente, la sofferenza dura pochissimo; ma è terribile e senza una particolare grazia di Dio non potrei sopportarla. Esternamente non ho alcun segno di questa sofferenza. Quello che verrà in seguito non lo so. Tutto per le anime...
O Gesù, vedi che non sono né gravemente malata e nemmeno sana. M'infondi nell'anima l'entusiasmo per l'azione e non ho le forze, arde in me il fuoco del Tuo amore e quello che non riesco ad ottenere con le forze fisiche, viene pareggiato con l'amore. Gesù, il mio spirito soffre di nostalgia e desidera ardentemente unirsi a Te, ma mi trattengono le Tue opere. Non è ancora completo il numero delle anime che debbo condurre a Te. Desidero le fatiche, le sofferenze; si adempia in me tutto quello che hai stabilito prima dei secoli, o mio Creatore e Signore. Comprendo soltanto la Tua parola; essa sola mi dà forza. Il Tuo spirito, Signore, è spirito di pace e nulla riesce a turbare il mio intimo, poiché vi dimori Tu, Signore. So di essere sotto il Tuo particolarissimo sguardo, o Signore. Non indago con timore sui Tuoi disegni nei miei riguardi; il mio compito è quello di accettare tutto dalle Tue mani. Non temo nulla, benché imperversi la tempesta e tremendi fulmini si abbattano attorno a me. Ed allora mi sento veramente sola, ma il mio cuore sente Te e la mia fiducia aumenta notevolmente e vedo tutta la Tua onnipotenza che mi sostiene. Con Te, o Gesù, vado attraverso la vita, nelle giornate serene e in quelle di tempesta, con un grido di gioia, cantando sottovoce l'inno della Tua Misericordia. Non interromperò il mio canto d'amore, finché non lo riprenderà il coro degli angeli. Non c'è alcuna forza al mondo che possa trattenermi nella mia corsa verso Dio. Vedo che non sempre, nemmeno i superiori, comprendono la strada attraverso la quale il Signore mi conduce e non me ne meraviglio. Un certo momento vidi Don Sopocko che pregava e che esaminava questa causa. Ad un tratto vidi che veniva tracciato un cerchio di luce sul suo capo. Benché lo spazio ci separi, lo vedo spesso, specialmente quando lavora, allo scrittoio, nonostante la stanchezza.
22.XI.1936.
Oggi durante la santa confessione Gesù mi ha parlato per bocca di un certo sacerdote. Quel sacerdote non conosceva la mia anima ed io mi sono accusata solo dei peccati. Egli tuttavia mi ha detto queste parole: « Adempi fedelmente tutto quello che Gesù vuole da te, nonostante le difficoltà. Sappi che, se gli uomini dovessero anche adirarsi contro di te, Gesù non si adira e non si adirerà mai contro di te. Non badare ad alcuna considerazione umana ». Sulle prime mi stupii di questo insegnamento, ma poi compresi che il Signore parlava per mezzo suo, mentre lui si rendeva ben poco conto della questione. O sacro mistero, quali grandi tesori racchiudi in te! O fede santa, segnale nel mio cammino!
24.XI.1936
Oggi ho ricevuto una lettera da Don Sopocko. Da questa lettera ho saputo che
di tutta questa causa s'interessa Dio stesso. Come l'ha iniziata il Signore,
allo stesso modo il Signore la porterà a termine, e più difficoltà
vedo, più sono tranquilla. Se tutta questa causa non riguardasse una
grande gloria per Dio ed il bene di tante anime, il demonio non si opporrebbe
a questo modo; ma egli intuisce quello che sta per perdere con quest'opera.
Ora ho capito che satana odia più che mai la Misericordia; essa è
il suo maggior tormento. Ma la parola del Signore si realizzerà. La parola
di Dio è viva e le difficoltà non annientano le opere di Dio,
ma dimostrano che sono di Dio... Un certo momento ho visto il convento di questa
nuova Congregazione. Mentre giravo e visitavo tutto, all'improvviso ho visto
un gruppo di bambini, la cui età si aggirava dai cinque agli undici
anni. Appena mi videro, mi circondarono e cominciarono a gridare ad alta
voce: « Difendici dal male » e mi fecero entrare nella cappella
che c’era in quel convento. Quando entrai nella cappella, vidi Gesù
martoriato. Gesù guardò benevolmente verso di me e mi disse che
veniva «offeso gravemente dai fanciulli. Tu difendili dal male!».
Da quel momento prego per i fanciulli. Ma sento che la sola preghiera non basta.
O mio Gesù, Tu sai quanta fatica occorre per trattare sinceramente e
con semplicità con coloro dai quali la nostra natura rifugge, oppure
con coloro che consapevolmente od anche inconsapevolmente ci hanno fatto soffrire.
Umanamente la cosa è impossibile. In quei momenti più che in altre
circostanze, cerco di scoprire Gesù in quelle date persone e per amore
di Gesù faccio tutto per quelle persone. In queste azioni l'amore è
puro; questo esercitarsi nella carità tempra l'anima e la rafforza. Non
m'aspetto nulla dalle creature. Per questo non provo alcuna delusione; so che
la creatura è povera in sé e che posso dunque attendermi da essa?
Dio per me è tutto, desidero valutare tutto alla luce di Dio.
Il mio rapporto col Signore è al presente totalmente spirituale. La mia
anima è toccata da Dio e s'immerge tutta in Lui fino a dimenticare
se stessa. Imbevuta di Dio da parte a parte annega nella Sua bellezza, annega
tutta in Lui. Non riesco a descrivere ciò, poiché scrivendo adopero
i sensi e li, in quell'unione, i sensi non agiscono. C'è la fusione di
Dio e dell'anima, c'è una così stretta vita in Dio alla quale
è ammessa l'anima, che è impossibile esprimerla a parole. Quando
l'anima ritorna alla vita normale, allora s'accorge che questa vita è
un crepuscolo, una foschia, una sonnolenta inerzia, quasi una fasciatura che
avvolge un bimbo. In quei momenti l'anima riceve soltanto da Dio, poiché
essa da sé non fa nulla, non fa il minimo sforzo; Dio opera tutto in
lei. Però quando l'anima torna allo stato normale, vede che non è
in suo potere rimanere di più in quell'unione. Quei momenti sono brevi,
ma duraturi nei loro effetti. L'anima non può rimanere a lungo in quello
stato, poiché diversamente per forza di cose si libererebbe per sempre
dai vincoli del corpo, sebbene anche così sia sostenuta miracolosamente
da Dio. Iddio fa conoscere all'anima in modo chiaro quanto l'ama, come se essa
sola fosse oggetto della Sua compiacenza. L'anima conosce ciò in modo
chiaro e quasi senza veli. Si lancia di getto verso Dio, ma si sente bambina.
Essa sa che ciò non è in suo potere; perciò Iddio si abbassa
fino a lei e la unisce a Sè in un modo... Qui debbo tacere poiché
non so descrivere quello che l'anima sta vivendo. È strano che, sebbene
l'anima che vive quest'unione con Dio non sappia darle una forma precisa e una
definizione, tuttavia quando incontra un'altra anima simile, s'intendono misteriosamente
fra di loro in queste cose, anche se non parlano molto fra loro. L'anima unita
in tal modo a Dio conosce facilmente un'altra anima simile, anche se quella
non le ha svelato il suo intimo, ma ha solo parlato normalmente con lei. E una
specie di parentela spirituale. Di anime unite in questo modo a Dio non ce ne
sono molte: sono meno di quanto pensiamo. Ho notato che il Signore concede questa
grazia alle anime per due motivi. Il primo è quando l'anima deve compiere
una grande opera che, parlando esclusivamente dal punto di vista umano, supera
le sue forze. Nel secondo caso ho notato che Dio la concede per guidare e tranquillizzare
simili anime, benché il Signore possa concedere questa grazia come Gli
piace ed a chi Gli piace. Inoltre ho notato questa grazia in tre sacerdoti,
uno dei quali è un sacerdote secolare e due sono religiosi e in due suore,
ma non nello stesso grado. In quanto a me, ho ottenuto per la prima volta questa
grazia e per un brevissimo momento all'età di diciotto anni, nell'ottava
del Corpus Domini, durante i vespri, quando feci a Gesù il voto
perpetuo di castità. Vivevo ancora nel mondo, ma dopo poco entrai in
convento. Questa grazia durò un brevissimo momento, ma la potenza di
tale grazia è grande. Dopo questa grazia sopravvenne un lungo intervallo.
Per la verità durante questo intervallo ottenni dal Signore molte grazie,
ma di altro genere. Quello fu un periodo di prove e di purificazione. Quelle
prove furono così dolorose che la mia anima sperimentò il
completo abbandono da parte di Dio, venne immersa in tenebre fitte. Notai e
compresi che nessuno poteva liberarmi da quei tormenti e che non potevano nemmeno
capirmi. Ci furono due momenti nei quali la mia anima fu sprofondata nella
disperazione, una volta per mezz'ora, la seconda volta per tre quarti d'ora.
Sia per quanto riguarda le grazie sia per quanto concerne le prove di Dio, non
posso descriverne esattamente la grandezza; anche se usassi non so quali parole,
tutto ciò non sarebbe che una pallida ombra. Tuttavia il Signore m'immerse
in quei tormenti ed il Signore mi liberò. La cosa però durò
un paio d'anni; poi ottenni di nuovo questa eccezionale grazia dell'unione col
Signore che dura tuttora. Tuttavia anche in questo secondo periodo dell'unione
ci furono dei brevi intervalli. Però al presente da un po' di tempo non
ho avuto alcun intervallo, ma la grazia m'immerge sempre più profondamente
in Dio. La grande luce, da cui viene illuminato l'intelletto, fa conoscere la
grandezza di Dio, non come se l'anima dovesse conoscere in Lui i singoli attributi
come prima; no, qui avviene diversamente: in un attimo conosco tutta l'essenza
di Dio. L'anima nello stesso istante si sprofonda tutta in Lui e prova una felicità
così grande come gli eletti in paradiso, benché gli eletti in
paradiso vedano Dio faccia a faccia e siano completamente felici, in modo assoluto.
La loro conoscenza di Dio però non è uguale, come mi ha fatto
conoscere Dio. Questa conoscenza più profonda ha inizio qui sulla terra
in base alla grazia, ma in larga misura dipende dalla nostra fedeltà
alla grazia. Tuttavia l'anima che sperimenta questa ineffabile grazia dell'unione,
non può dire di vedere Iddio faccia a faccia, dato che qui c'è
il lievissimo velo della fede; ma così lieve che l'anima può dire
che vede Dio e parla con Lui. Essa è divinizzata, Iddio fa conoscere
all'anima quanto l'ama e l'anima vede che anime migliori e più sante
di lei non hanno ottenuto queste grazie, perciò è investita da
un sacro stupore, che la mantiene in una profonda umiltà e si sprofonda
nel suo nulla e nel suo sacro stupore e più essa si umilia, tanto più
intimamente Iddio si unisce a lei e si abbassa fino a lei. L'anima in quel momento
è come nascosta; i suoi sensi inattivi; essa in un attimo conosce Dio
e s’immerge in Lui. Conosce tutta la profondità dell'Insondabile
e più la sua conoscenza è profonda, tanto più ardentemente
l'anima anela a Lui. È grande la reciprocità tra l'anima e Dio!
Quando l'anima esce dal nascondimento, i sensi gustano ciò di cui l'anima
si è deliziata; senz'altro anche questa è una grande grazia di
Dio, ma non è puramente spirituale. Alla prima fase i sensi non prendono
parte. Ogni grazia dà all'anima potenza ed energia per l'azione, coraggio
per affrontare le sofferenze. L'anima sa bene quello che Dio vuole da lei e
compie il Suo volere nonostante le contrarietà. L'anima però in
cose di questo genere non può procedere da sola, deve attenersi ai consigli
di un confessore illuminato, poiché diversamente può sbagliare
oppure non ottenere alcun profitto.
Comprendo bene, o mio Gesù, che come una malattia si misura col termometro
ed una febbre alta indica la gravità della malattia, così nella
vita spirituale la sofferenza è il termometro che misura l'amor di Dio
di un'anima.
Il mio fine è Dio... e la mia felicità è fare la volontà
di Dio e nessuna cosa al mondo riuscirà a turbarmi questa felicità:
nessuna potenza, nessuna forza. Oggi in cella da me c'è stato il Signore
e mi ha detto: « Figlia Mia, ti lascio ormai
per poco in questa Congregazione. Te lo dico, affinché approfitti con
maggior diligenza delle grazie che ti concedo».
Oggi in ispirito sono stata in paradiso e ho visto l'inconcepibile bellezza
e felicità che ci attende dopo la morte. Ho visto come tutte le creature
rendono incessantemente onore e gloria a Dio. Ho visto quanto è grande
la felicità in Dio, che si riversa su tutte le creature, rendendole felici.
Poi ogni gloria ed onore che ha reso felici le creature ritorna alla sorgente
ed esse entrano nella profondità di Dio, contemplano la vita interiore
di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, che non riusciranno mai né a capire
né a sviscerare. Questa sorgente di felicità è immutabile
nella sua essenza, ma sempre nuova e scaturisce per la beatitudine di tutte
le creature. Comprendo ora San Paolo che ha detto: « Occhio non vide,
né orecchio udì, né mai entrò nel cuore d'uomo ciò
che Dio prepara per coloro che Lo amano ». E Dio mi fece conoscere la
sola ed unica cosa che ai Suoi occhi ha un valore infinito e questa è
l'amore di Dio, l'amore, l'amore ed ancora una volta l'amore. E nulla è
paragonabile ad un solo atto di puro amor di Dio. Oh, quali ineffabili favori
concede Iddio ad un'anima che Lo ama sinceramente! Oh, felici quelle anime che
già qui su questa terra godono dei Suoi particolari favori! Ed esse sono
le anime piccole ed umili. Grande è la Maestà di Dio, che ho conosciuto
più a fondo, che gli spiriti celesti adorano secondo il grado della loro
grazia e la gerarchia in cui si dividono. La mia anima quando ha visto la potenza
e la grandezza di Dio non è stata colpita dallo spavento né dal
timore; no, no, assolutamente no! La mia anima è stata colmata di serenità
e d'amore e più conosco la grandezza di Dio e più gioisco per
come Egli è. E gioisco immensamente per la sua grandezza e sono lieta
di essere così piccola, perché, proprio perché sono piccola,
mi prende in braccio e mi tiene accanto al Suo cuore. O mio Dio, quanta pena
mi fanno gli uomini che non credono nella vita eterna! Quanto prego per loro,
affinché li investa il raggio della Misericordia e Dio li stringa al
Suo seno paterno. O Amore, o regina delle virtù! L'amore non conosce
timore; attraversa tutti i cori degli angeli che montano la guardia davanti
al Suo trono. Esso non teme nessuno, esso raggiunge Dio e s'immerge in Lui come
nel suo unico tesoro. Il Cherubino con la spada di fuoco, che fa la guardia
al paradiso, non ha potere su di esso. O puro amor di Dio, quanto sei grande
ed impareggiabile! Oh, se le anime conoscessero la Tua potenza!
Oggi sono molto debole, non posso nemmeno fare la meditazione in cappella,
ma debbo andare a coricarmi. O mio Gesù, Ti amo e desidero adorarTi con
la mia debolezza, sottomettendomi totalmente alla Tua santa volontà.
Devo vegliare molto su me stessa soprattutto oggi, perché comincia
a invadermi un'eccessiva sensibilità per tutto. Cose alle quali, se fossi
in buona salute, non baderei affatto, oggi mi irritano. O mio Gesù, mio
scudo e mia forza, concedimi la grazia di uscire vittoriosa da questa contingenza.
O mio Gesù, trasformami in Te, con la potenza del Tuo amore, affinché
io sia un degno strumento per annunciare la Tua Misericordia.
Ringrazio il Signore per questa malattia e per i disturbi fisici, poiché
ho tempo per parlare con Gesù. La mia delizia sta nel trascorrere
lunghi momenti ai piedi di Dio nascosto; e le ore mi passano come minuti, senza
che me ne accorga. Sento che arde in me un fuoco e non comprendo altra vita,
se non quella del sacrificio, che proviene dall'amore puro.
La Madonna mi ha insegnato a prepararmi alla festa del Natale del Signore. L'ho vista oggi senza il Bambino Gesù e mi ha detto: « Figlia Mia, procura di essere mite e umile affinché Gesù che dimora continuamente nel Tuo cuore possa riposare. Adoralo nel tuo cuore. Non uscire dai tuo raccoglimento interiore. Ti otterrò, figlia Mia, la grazia di questo genere di vita interiore, di modo che senza che abbandoni la tua intimità, possa adempiere all'esterno tutti i tuoi doveri con maggior precisione. Rimani continuamente con Lui nel tuo cuore. Egli sarà la tua forza. Con le creature mantieni quei rapporti che la necessità ed i tuoi doveri esigono. Sei un'abitazione gradita del Dio vivente, nella quale Egli dimora continuamente con amore e compiacimento, e la viva presenza di Dio, che senti in maniera più viva ed evidente, ti confermerà, figlia Mia, in ciò che ti ho detto. Cerca di comportarti così fino al giorno di Natale ed in seguito Egli ti farà conoscere come dovrai trattare con Lui e come unirti a Lui ».
Oggi, durante i vespri, un dolore mi ha attraversato l'anima. Vedo che quest'opera oltrepassa le mie forze sotto ogni aspetto. Sono una piccola bimba di fronte all'enormità di questo compito e solo per un ordine preciso di Dio mi accingo a compierla. E d'altra parte anche queste grandi grazie sono divenute per me un peso che riesco a sopportare a malapena. Vedo l'incredulità da parte dei superiori e i dubbi di vario genere e di conseguenza il comportamento diffidente nei miei confronti. O Gesù mio, vedo che anche grazie così grandi possono essere una sofferenza ed è proprio così; non solo possono essere per questo motivo delle sofferenze, ma debbono esserlo come caratteristica dell'azione di Dio. Comprendo bene che se non fosse Dio stesso a tener salda l'anima in queste varie prove, essa da sola non ci riuscirebbe; e per questo Dio stesso è il suo scudo. Mentre di seguito, durante i vespri, continuavo ad esaminare questa specie di miscuglio di sofferenze e di grazie, ad un tratto udii la voce della Madonna: «Sappi, figlia Mia, che sebbene Io sia stata innalzata alla dignità di Madre di Dio, sette spade dolorose mi hanno trafitto il cuore. Non far nulla a tua difesa; sopporta tutto con umiltà. Dio stesso prenderà le tue difese».
Oggi, durante la meditazione del mattino, il Signore mi ha fatto conoscere e comprendere chiaramente l'immutabilità dei Suoi desideri. E vedo chiaramente che nessuno mi può dispensare dall'obbligo di compiere la volontà di Dio da me conosciuta. La salute gravemente compromessa e la mancanza delle forze fisiche non sono un motivo sufficiente e non mi dispensano da quest’opera, che il Signore stesso sta portando avanti, mentre io debbo essere soltanto uno strumento nelle Sue mani. Ed eccomi dunque, Signore, per fare la Tua volontà. Comandami secondo i Tuoi eterni disegni e le Tue predilezioni, concedimi però la grazia di esserTi sempre fedele. Quando ho parlato con Dio nascosto, mi ha fatto conoscere e comprendere che non debbo pensarci su molto e non debbo aver paura delle difficoltà che posso incontrare. «Sappi che Io sono con te. Io stabilisco le difficoltà e Io le supero e in un attimo posso mutare gli atteggiamenti contrari in atteggiamenti favorevoli a questa causa». Nel colloquio odierno il Signore mi ha chiarito molte cose, ma qui non scrivo tutto. Dare sempre la precedenza agli altri in tutte le circostanze specialmente durante la ricreazione. Ascoltare tranquillamente senza interrompere, anche se mi raccontassero dieci volte la stessa cosa. Non farò mai domande su di una cosa che suscita molto la mia curiosità. Proposito: continuare la stessa cosa, cioè unirmi con Cristo Misericordioso. Proposito generale: raccoglimento interiore, silenzio. Nascondimi, Gesù, negli abissi della Tua Misericordia e poi mi giudichino pure gli altri come loro piace. Non parlare mai delle proprie vicende. Nella sofferenza cercare sollievo nella preghiera. Nei dubbi anche i più piccoli, consigliarsi solo col confessore. Avere sempre il cuore aperto per accogliere le sofferenze degli altri, e le proprie sofferenze immergerle nel cuore di Gesù, in modo che all'esterno non vengano notate, per quanto è possibile. Cercare di mantenere sempre l'equilibrio, anche se le circostanze sono eccezionalmente tempestose. Non permettere che venga turbata la propria quiete ed il proprio raccoglimento interiore. Nessuna cosa è paragonabile alla tranquillità dell'anima. Quando mi viene rimproverata qualche cosa ingiustamente, non giustificarsi; se la superiora vorrà conoscere la verità, cioè se ho torto o ragione, lo apprenderà non necessariamente da me. Io debbo accettare tutto con un atteggiamento interiore di umiltà. Trascorrerò questo Avvento secondo le indicazioni datemi dalla Madonna: nella mitezza e nell'umiltà. Trascorro dei momenti con la SS.ma Vergine. Attendo con ardente nostalgia la venuta del Signore. I miei desideri sono grandi. Desidero che tutti i popoli conoscano il Signore; desidero preparare tutte le nazioni a ricevere il Verbo Incarnato. O Gesù, fa' che la sorgente della Tua Misericordia scaturisca con maggiore abbondanza, poiché l'umanità è molto malata, e perciò ha più che mai bisogno della Tua compassione. Tu sei un mare sconfinato di Misericordia per noi peccatori e maggiore è la nostra miseria, maggiore è il diritto che abbiamo alla Tua Misericordia. Tu sei la sorgente che rende felice ogni creatura per mezzo della Tua infinita Misericordia. Oggi parto per Pradnik, che è nei dintorni di Cracovia; vado a curarmi e debbo restarvi tre mesi. Mi sistema colà il grande ed amorevole interessamento dei superiori e specialmente della nostra amata Madre Generale, che ha tanta sollecitudine per le suore ammalate. Ho accettato questa grazia della cura, ma mi affido completamente alla volontà di Dio. Faccia Dio di me quello che vuole. Non desidero altro se non fare la Sua santa volontà. Mi unisco alla Madonna e abbandono Nazaret per andare a Betlemme, dove trascorrerò le feste del santo Natale fra estranei, ma con Gesù, Maria e Giuseppe, poiché questa è la volontà di Dio. Cerco di compiere in tutto la volontà di Dio, non desidero maggiormente la guarigione che la morte; mi sono affidata totalmente alla Sua infinita Misericordia e come una piccola bimba vivo nella massima tranquillità. Procuro soltanto che il mio amore per Lui sia sempre più profondo e più puro, per essere la delizia del Suo sguardo ...... Il Signore mi ha detto di recitare questa coroncina per nove giorni prima della festa della Misericordia. La novena deve cominciare il Venerdì Santo. «Durante questa novena elargirò alle anime grazie di ogni genere». Quando fui presa da un po' di timore per dover rimanere così a lungo sola fuori dalla Congregazione, Gesù mi disse: « Non sarai sola, poiché Io sono con te sempre ed ovunque. Accanto al Mio Cuore non aver paura di nulla. Sono Io stesso che ho provocato la tua partenza. Sappi che il mio occhio controlla con grande attenzione ogni movimento del tuo cuore. Ti trasferisco in quel luogo isolato, per poter Io solo plasmare il tuo cuore secondo le Mie intenzioni per il futuro. Di che cosa hai paura? Se sei con Me, chi oserà toccarti? Però sono enormemente contento, figlia Mia, che tu Mi confidi i tuoi timori. ParlaMi di tutto così semplicemente ed alla buona, Mi procurerai una grande soddisfazione. Io ti comprendo, poiché sono Dio e Uomo. Questo linguaggio semplice del tuo cuore Mi è più gradito degli inni composti appositamente per onorarMi.Sappi, figlia Mia, che più il tuo linguaggio è semplice, più riesci ad attirarMi verso di te. Ed ora sta' tranquilla accanto al Mio Cuore; deponi la penna e preparati a partire ».
Questa mattina sono partita per Pradnik. Mi ha accompagnata Suor Crisostoma. Ho una cameretta per conto mio; assomiglio in tutto ad una carmelitana. Dopo che è partita Suor Crisostoma e sono rimasta sola, mi sono immersa nella preghiera, affidandomi alla speciale protezione della Madonna. Essa sola è sempre con me ed Essa, come una buona Madre, segue tutte le mie vicende ed i miei sforzi. All'improvviso vidi Gesù, che mi disse: «Sta' tranquilla, bambina Mia; vedi che non sei sola. il Mio Cuore veglia su di te ». Gesù mi ha dato tanta forza nei riguardi di una certa persona; sento la forza nell'anima.
UN PRINCIPIO MORALE.
Quando non si sa che cosa sia meglio fare, occorre riflettere, esaminare la cosa e chiedere consiglio, poiché non è lecito agire nel dubbio della coscienza. Nell'incertezza dire a se stessi: qualunque cosa farò, sarà ben fatta; ho l'intenzione di farla bene. Dio accetta quello che noi consideriamo buono, questo Dio lo accetta e lo considera buono. Non abbattersi se, passato il tempo, ciò che abbiamo fatto non si dimostra buono. Il Signore Dio guarda l'intenzione con la quale cominciamo e secondo questa darà la ricompensa. Questo è un principio al quale dobbiamo attenerci. Anche oggi sono andata a fare una breve visita al Signore prima di coricarmi. Il mio spirito si è immerso in Lui, come nell'unico mio tesoro; il mio cuore ha riposato un momento vicino al Cuore del mio Sposo. Sono stata illuminata su come comportarmi con le persone che mi stanno attorno e sono tornata alla mia solitudine. Il medico mi ha circondato con le sue premure; vedo attorno a me dei cuori ben disposti.
Oggi mi sono alzata presto e, ancora prima della santa Messa, ho fatto la meditazione. Qui la santa Messa è alle sei. Dopo la santa Comunione il mio spirito è sprofondato nel Signore, come l'unico oggetto del suo amore. Ho notato che venivo inghiottita dalla Sua onnipotenza. Quando sono tornata nella mia solitudine non mi sono sentita bene ed ho dovuto coricarmi subito. Una suora mi ha portato delle gocce, ma mi son sentita male tutto il giorno. Verso sera ho cercato di fare l'ora santa, ma non ci sono riuscita; mi sono unita soltanto a Gesù sofferente. La mia stanzetta isolata è vicino ad una sala dove ci sono gli uomini. Non sapevo che gli uomini fossero così chiacchieroni; dal mattino fino a notte fonda continuano a parlare di svariati argomenti. Nella sala delle donne c'è molto più silenzio. Si fa sempre questa accusa alle donne; io però ho avuto modo di convincermi del contrario. Difficile per me concentrarmi nella preghiera in mezzo a quelle risate e a quelle spiritosaggini. Non mi danno alcun disturbo solo quando la grazia di Dio prende totalmente possesso di me, poiché allora non so quello che avvenga attorno a me. O Gesù mio, questa gente quanto poco parla di Te! Parlano di tutto, ma non di Te, o Gesù. E se parlano poco, certamente non Ti pensano affatto. Si occupano del mondo intero, ma su di Te, o Creatore, il silenzio. È triste per me, o Gesù, vedere questa grande indifferenza e ingratitudine da parte delle Tue creature. O mio Gesù, desidero amarTi per loro e ricompensarTi col mio amore.
L'IMMACOLATA CONCEZIONE.
Fin dal mattino ho avvertito la vicinanza della Madre SS. ma. Durante la santa
Messa l’ho vista così splendente e bella, che non ho parole per
poter esprimere almeno in piccola parte la Sua bellezza. Era tutta bianca, cinta
da una sciarpa azzurra; anche il manto azzurro, la corona sul capo e da tutta
la Sua persona s'irradiava uno splendore inconcepibile. “Sono la
Regina del cielo e della terra, ma soprattutto la vostra Madre”.
Mi strinse al Suo Cuore e disse: « Ti sono sempre vicina nelle sofferenze
» . Sentii la potenza del Suo Cuore Immacolato che si trasmise
alla mia anima. Ora comprendo perché da due mesi mi sono preparata a
questa festa e perché l'ho attesa con tanta nostalgia. Da oggi m'impegnerò
per la massima purezza dell'anima, in modo che i raggi della grazia di Dio vi
si riflettano in tutto il loro splendore. Desidero essere come il cristallo,
per trovare compiacimento davanti ai Suoi occhi.
In questo giorno ho visto un certo sacerdote circondato dallo splendore che
proveniva da Lei; evidentemente quell'anima ama l'Immacolata. Una misteriosa
nostalgia avvolge la mia anima; mi meraviglio che essa non distacchi l'anima
dal corpo. Desidero Iddio, desidero immergermi in Lui. Comprendo che mi
trovo in un terribile esilio; tutta la potenza della mia anima tende ad innalzarsi
verso Dio. O abitanti della mia patria, ricordatevi di questa esiliata. Quando
cadranno i veli anche per me? Benché io veda e senta in maniera ravvicinata,
un velo molto tenue mi divide dal Signore. Io desidero vederLo faccia a faccia,
ma avvenga tutto secondo la Tua volontà.
11.XII.1936
Oggi non ho potuto esser presente a tutta la santa Messa; sono rimasta solo
durante le parti più importanti e, dopo la santa Comunione, sono tornata
subito nella mia stanzetta d'isolamento. All'improvviso mi ha investito la presenza
di Dio e in quel momento per un brevissimo istante ho sperimentato la Passione
del Signore. In quell'animo ho conosciuto più a fondo l'opera della Misericordia.
Di notte sono stata svegliata di soprassalto e sono venuta a sapere che una
certa anima si rivolgeva a me perché pregassi e che aveva un gran bisogno
di preghiere. Brevemente, ma con tutta l'anima, ho pregato che il Signore le
facesse la grazia. Il giorno appresso, dopo mezzogiorno, quando sono entrata
nella sala, ho visto una persona che stava agonizzando ed ho saputo che l'agonia
era cominciata di notte. Dopo aver verificato ho saputo che era proprio quando
mi era stato chiesto di pregare. Ad un tratto sentii nell'anima una voce: “Recita
la coroncina che ti ho insegnato”. Corsi a prendere il rosario, m'inginocchiai
vicino all'agonizzante e cominciai con tutto il fervore dello spirito a recitare
la coroncina. Improvvisamente l'agonizzante aprì gli occhi, guardò
verso di me e non riuscii a terminare tutta la coroncina che essa era già
morta in una misteriosa serenità. Pregai fervorosamente il Signore, perché
mantenesse la promessa che mi aveva fatto per la recita della coroncina.
Il Signore mi fece conoscere che quell'anima aveva ottenuto la grazia che il
Signore mi aveva promesso. Quell'anima fu la prima che sperimentò
la promessa del Signore. Sentii come la potenza della Misericordia avvolgeva
quell'anima. Quando entrai nella mia cameretta d'isolamento udii queste parole:
«Nell'ora della morte difenderò come Mia gloria ogni anima
che reciterà questa coroncina, oppure altri la reciteranno vicino ad
un agonizzante, ed otterranno per l'agonizzante lo stesso perdono. Quando
vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina, si placa l'ira di
Dio e l'imperscrutabile Misericordia avvolge l'anima e si commuovono le viscere
della Mia Misericordia, per la dolorosa Passione di Mio Figlio».
Oh, se tutti conoscessero quanto è grande la Misericordia del Signore,
e quanto noi tutti abbiamo bisogno di questa Misericordia e specialmente
in quell'ora decisiva!
Oggi per un'anima ho ingaggiato una battaglia con gli spiriti delle tenebre.
Che odio tremendo nutre satana per la Misericordia di Dio! Lo vedo da come si
oppone a tutta quest'opera.
O Gesù Misericordioso, disteso sulla croce, ricordati dell'ora della
nostra morte! O Misericordiosissimo Cuore di Gesù, aperto dalla lancia,
nascondimi nell'ultima ora della morte. O Sangue e Acqua, che scaturisti dal
Cuore di Gesù, come sorgente d'insondabile Misericordia per me,
o Gesù agonizzante, ostaggio di Misericordia, mitiga l'ira di Dio nell'ora
della mia morte.
12.XII.1936.
Oggi sono stata soltanto alla santa Comunione e per un po' alla santa Messa. Tutta la mia forza sta in Te, o Pane Vivo. Sarebbe difficile per me trascorrere una giornata, senza accostarmi alla S. Comunione. Egli è il mio scudo. Senza di Te, Gesù, non riesco a vivere. Gesù, il mio Amore, oggi mi ha fatto comprendere quanto mi ami, sebbene fra di noi ci sia un abisso così grande: il Creatore e la creatura, e tuttavia in un certo modo è come se ci fosse l'uguaglianza; l'amore pareggia l'abisso. Egli stesso si abbassa fino a me e mi rende idonea a trattare familiarmente con Lui. Mi sono immersa in Lui annientandomi quasi completamente, e tuttavia, sotto il Suo sguardo amorevole la mia anima acquista potenza, vigore e la consapevolezza che ama ed è amata in modo particolare, sa che l'Onnipotente la difende. Una simile preghiera benché breve, dà però molto all'anima, mentre ore intere di preghiera normale non danno all'anima la luce, che le dà un breve istante di preghiera superiore.
Dopo mezzogiorno sono stata per la prima volta sulla veranda. E’ venuta a trovarmi Suor Felicia e mi ha portato qualche cosetta che mi serviva e alcune bellissime mele e i saluti dell'amata Madre Superiora e delle care consorelle.
Quando considerai che erano già tre settimane che non mi confessavo, mi misi a piangere, vedendo la fragilità della mia anima e certe difficoltà. Non mi ero confessata a causa di circostanze sfavorevoli. Il giorno in cui ci fu la confessione, in ero a letto. La settimana dopo, la confessione ci fu nel pomeriggio ed io la mattina ero partita per l'ospedale. Questo pomeriggio è venuto nella mia cameretta d'isolamento Padre Andrasz e si è seduto, affinché mi confessassi. Prima non ha scambiato nemmeno una parola. Sono stata enormemente contenta, poiché desideravo tanto confessarmi. Come al solito svelai tutta la mia anima. Il Padre mi rispose ad ogni piccola cosa. Mi sentii stranamente felice per aver potuto così dire tutto. Per penitenza mi disse di recitare le litanie del Nome di Gesù. Quando volevo fargli presente la difficoltà che avevo per recitare quelle litanie, si alzò e mi diede l'assoluzione. Improvvisamente dalla Sua persona cominciò a sprigionarsi un grande splendore e vidi che non era Padre Andrasz, ma Gesù. Le Sue vesti erano bianche come la neve e scomparve immediatamente. In un primo momento rimasi un po' ansiosa, ma poco dopo una certa tranquillità entrò nella mia anima. Notai che Gesù confessa come gli altri confessori. Tuttavia il mio cuore durante quella confessione intuii stranamente qualche cosa, che in un primo momento non ero riuscita a capire che significato avesse.
La giornata odierna l'ho offerta per la Russia; tutte le mie sofferenze e preghiere
le ho offerte per quel povero paese. Dopo la S. Comunione, Gesù mi ha
detto: «Non posso sopportare più a lungo questo paese; non legarMi
le mani, figlia Mia». Compresi che, se non fosse per le preghiere
delle anime care a Dio, tutta questa nazione sarebbe stata già annientata.
Oh, quanto soffro per questa nazione, che ha espulso Dio dai propri confini!
O sorgente inesauribile della Misericordia di Dio, riversati sopra di noi. La
Tua bontà non ha confini. Conferma, Signore, la potenza della tua Misericordia
sull'abisso della mia miseria, poiché la Tua pietà è senza
limiti. Misteriosa ed irraggiungibile è la Tua Misericordia, che riempie
di stupore le menti degli uomini e degli angeli. L'Angelo Custode mi ha raccomandato
di pregare per una certa anima e la mattina ho saputo che si trattava di una
persona che era entrata in agonia in quel momento. In maniera sorprendente Gesù
mi fa conoscere che qualcuno ha bisogno delle mie preghiere. In modo particolare
vengo a conoscerlo quando, chi ha bisogno delle mie preghiere, è un'anima
in agonia. Questo ora si verifica più spesso che in passato. Gesù
mi ha fatto conoscere quanto Gli è cara un anima che vive della volontà
di Dio, dando con ciò a Dio la massima gloria. Oggi ho compreso che,
se anche non portassi a termine nulla di quello che vuole il Signore da me,
so che verrò ricompensata come se avessi concluso tutto, poiché
Egli vede l'intenzione con la quale ho iniziato. E se anche mi chiamasse a Sé
oggi stesso, quest'opera non soffrirebbe nulla per questo, poiché Lui
solo è il Padrone e dell'opera e dell'operaio. Il mio compito è
quello di amarLo alla follia. Tutte le opere sono una gocciolina davanti a Lui;
l'amore ha un significato, ha forza e merito. Ha svelato alla mia anima vasti
orizzonti; l'amore pareggia gli abissi.
Ho offerto la giornata odierna per i sacerdoti. Oggi ho sofferto più
di qualunque altro giorno, sia interiormente che esteriormente. Non pensavo
che si potesse soffrire tanto in un giorno solo. Ho cercato di fare l'ora santa,
durante la quale il mio spirito ha assaporato l'amarezza dell'Orto degli Ulivi.
Lotto da sola sostenuta dal Suo braccio contro ogni genere di difficoltà,
che mi si posano davanti come muri incrollabili; tuttavia ho fiducia nella potenza
del Suo Nome e non ho paura di nulla. In questa solitudine Gesù stesso
è il mio Maestro. Egli stesso mi educa e mi ammaestra, sento che mi trovo
sotto l'influsso di una Sua attività particolare. Per i Suoi inesplicabili
disegni ed insondabili decreti, mi unisce a sé in modo speciale
e mi permette di penetrare in segreti impensabili. C'è un segreto che
mi unisce al Signore, di cui nessuno deve essere messo a conoscenza, nemmeno
gli angeli. E benché io volessi rivelarlo, non saprei come esprimermi;
e tuttavia vivo di questo e vivrò in eterno. Questo segreto mi differenzia
dalle altre anime qui in terra e nell'eternità.
O giorno luminoso e bello, nel quale si adempiranno tutti i miei desideri! O
giorno agognato, che sarai l'ultimo della mia vita! Sono lieta per l'ultimo
tocco che il mio Artista divino darà alla mia anima, che conferirà
alla mia anima una bellezza particolare, che mi distinguerà dalla
bellezza delle altre anime. O gran giorno, nel quale si confermerà l'amore
di Dio in me! In quel giorno per la prima volta canterò davanti al cielo
ed alla terra l'inno della Misericordia infinita del Signore. Questa è
la mia opera e la missione assegnatami dal Signore fin dalla fondazione del
mondo. Affinché il canto della mia anima sia gradito alla Santissima
Trinità, guida e plasma la mia anima Tu stesso, o Spirito di Dio. Mi
armo di pazienza ed attendo la Tua venuta, o Dio Misericordioso; ed in quanto
ai tremendi dolori ed ai timori dell'agonia in quei momento, più che
in ogni altro, confiderò nell'abisso della Tua Misericordia e Ti ricorderò,
o Misericordioso Gesù e dolce Salvatore, tutte le promesse che mi hai
fatto. Questa mattina ho avuto una specie di avventura; mi si era fermato l'orologio
e non sapevo quando dovevo alzarmi e mi dispiaceva tralasciare la santa
Comunione. Era sempre buio, perciò non potevo orientarmi per sapere
quand'era l'ora di alzarmi. Mi sono vestita, ho fatto la meditazione e sono
andata in cappella, ma era ancora chiusa e c'era ovunque un gran silenzio. Mi
sono immersa in preghiera, specialmente per gli ammalati. Adesso vedo che
gli ammalati hanno bisogno di tante preghiere. Finalmente la piccola cappella
venne aperta. Ho fatto fatica a pregare, poiché mi sentivo fortemente
esausta e, dopo la santa Comunione, tornai subito nella mia stanzetta d'isolamento.
Improvvisamente vidi il Signore che mi disse: « Sappi, figlia
Mia, che Mi è gradito l'ardore del tuo cuore, e come tu desideri ardentemente
unirti a Me nella santa Comunione, così anch'io desidero donarMi tutto
a te. E come ricompensa per il tuo zelo ardente, riposa accanto al Mio Cuore
». In quel momento il mio spirito sprofondò nel Suo Essere,
come una goccia in un oceano sconfinato annegò in Lui, come nell'unico
suo tesoro. Fu allora che conobbi che il Signore permetteva certe difficoltà
per la Sua maggior gloria.
18.XII.1936.
Oggi ero abbattuta poiché è già una settimana che non viene nessuno a farmi visita. Quando mi sono lamentata col Signore, mi ha detto: « Non ti basta che vengo Io ogni giorno a farti visita? » . Chiesi perdono al Signore e scomparve l'abbattimento. O Dio, o mio Sostegno, mi basti Tu. Questa sera sono venuta a sapere che una certa anima aveva bisogno delle mie preghiere; ho pregato con fervore, ma ho avvertito che era ancora troppo poco, quindi ho continuato più a lungo. il giorno dopo ho saputo che proprio a quell'ora era entrata in agonia una certa anima e l'agonia era durata fino al mattino. Ho saputo anche che era passata attraverso dure battaglie. In modo misterioso Gesù mi fa conoscere che un'anima agonizzante ha bisogno delle mie preghiere. Sento quello spirito che mi chiede in modo vivo e chiaro di pregare. Non sapevo che ci fosse una tale unione fra le anime. Spesso è il mio Angelo Custode che me lo dice. il Bambino Gesù, durante la santa Messa, è la gioia della mia anima. Spesso lo spazio non esiste per me, vedo un certo sacerdote che lo fa scendere sull'altare. Con grande nostalgia attendo il Natale vivo, l'attesa assieme alla Madonna. O Luce eterna, che vieni su questa terra, illumina la mia mente e rafforza la mia volontà, affinché non venga meno nei momenti delle prove impegnative. La Tua luce disperda ogni ombra di dubbio, la Tua onnipotenza operi attraverso me. Confido in Te, o Luce increata. Tu, o Bambino Gesù, mi sei d'esempio nel compiere la volontà del Padre Tuo, Tu che hai detto: « Ecco Io vengo a fare la Tua volontà », fa' che anch'io adempia fedelmente in tutto la volontà di Dio. O Bambino Divino, concedimi questa grazia. O mio Gesù, l'anima mia prova nostalgia per i giorni delle prove, ma quando la mia anima è offuscata, non lasciarmi sola, stringimi fortemente a Te. Metti una custodia alle mie labbra, affinché il profumo delle sofferenze sia conosciuto e gradito soltanto da Te. O Gesù misericordioso, con quale ardente desiderio Ti sei affrettato verso il Cenacolo, per consacrare l'ostia che debbo prendere durante la mia vita. Hai desiderato, o Gesù, dimorare nel mio cuore; il Tuo Sangue vivo si unisce al mio sangue. Chi può comprendere quest'intima unione? Il mio cuore racchiude l'Onnipotente, l'Incomprensibile. O Gesù, donami la Tua vita divina; il Tuo Sangue puro e generoso pulsi nel mio cuore con tutta la Sua forza. Ti dono tutto il mio essere. Trasformami in Te e rendimi idonea a compiere in tutto la Tua santa volontà e a contraccambiarTi il mio amore. O mio dolce Sposo, Tu sai che il mio cuore non conosce nessuno all'infuori di Te. Hai aperto nel mio cuore un abisso insaziabile di amore per Te; dal primo istante che Ti ho conosciuto, il mio cuore Ti ha amato e si è immerso in Te, come nell'unico suo oggetto d'amore. Il Tuo amore puro e onnipotente sia uno stimolo ad agire. Chi concepisce e comprende a fondo l'abisso di Misericordia che è scaturito dal Tuo cuore? Ho conosciuto per esperienza quanta invidia c'è anche nella vita spirituale. Riconosco che sono poche le anime veramente grandi, pronte a calpestare tutto ciò che non è Dio. O anima, fuori di Dio non troverai la bellezza. Oh, che base fragile ha chi s'innalza a danno degli altri! Che perdita!
19.XII.1936.
Questa sera ho avvertito nella mia anima che una certa persona aveva bisogno delle mie preghiere. Ho cominciato subito a pregare e improvvisamente ho conosciuto nel mio intimo e sentito lo spirito che me lo chiedeva. Ho pregato tanto a lungo, finché mi sono sentita tranquilla. La coroncina è un grande aiuto per gli agonizzanti. Prego spesso secondo un'intenzione che vengo a conoscere interiormente e prego tanto a lungo, finché nella mia anima avverto che la preghiera ha ottenuto il suo effetto. Specialmente ora che sono qui in quest'ospedale, sperimento un'intima unione con gli agonizzanti che, all'inizio della loro agonia, mi chiedono di pregare. Iddio mi ha dato un contatto misterioso con gli agonizzanti. Dato che la cosa succede abbastanza spesso, ho avuto modo di verificare anche l'ora. Oggi, alle undici di sera, sono stata svegliata all'improvviso ed ho sentito chiaramente che c'era accanto a me uno spirito che chiedeva preghiere; addirittura una forza sconosciuta mi ha costretta a pregare. La mia visione è puramente spirituale, per mezzo di una illuminazione improvvisa che in quel momento Dio mi trasmette. Prego tanto a lungo, finché sento la tranquillità nell'anima. Non dura sempre a lungo allo stesso modo; capita qualche volta che dopo una «Ave Maria» sono già tranquilla ed allora recito il «De Profundis» e non prego oltre. E alle volte capita che recito tutta la coroncina e solo allora arriva la tranquillità. Ed ho constatato anche che, quando mi sento costretta a pregare per un tempo più lungo e provo un'inquietudine interiore, l'anima affronta lotte più accanite ed un'agonia più lunga. Il modo usato per verificare l'ora è il seguente: ho l'orologio e controllo l'ora; il giorno dopo mi parlano della morte di quella persona. Domando l'ora, che corrisponde alla lettera, e lo stesso è per l'agonia. Mi dicono: « Oggi è morta la tale persona, ma così subito e si è addormentata tranquillamente ». Capita che la persona morente si trovi nel secondo o nel terzo padiglione, ma per lo spirito lo spazio non esiste. Mi capita di venire a conoscere le stesse cose anche a qualche centinaia di chilometri di distanza. Mi è capitato più di una volta con parenti e familiari ed anche con consorelle e con anime che in vita non avevo conosciuto affatto. O Dio d'infinita Misericordia, che mi permetti di recare sollievo e aiuto agli agonizzanti con le mie povere preghiere, sii benedetto tante migliaia di volte, quante sono le stelle nel cielo e le gocce d'acqua in tutti gli oceani. La Tua Misericordia ti suoni da tutta l'estensione della terra e s'innalzi fino ai piedi del Tuo trono, per esaltare questo Tuo massimo attributo, cioè la Tua indicibile Misericordia. O Dio, questa sconfinata Misericordia rapisce in una nuova estasi le anime sante e tutti gli spiriti celesti. Quei puri spiriti s'immergono in un sacro stupore, adorando l'incomprensibile Misericordia di Dio che li rapisce in una nuova estasi; la loro adorazione avviene in maniera perfetta. O Dio eterno, quanto ardentemente desidero adorare questo Tuo massimo attributo, cioè la Tua insondabile Misericordia. Vedo tutta la mia piccolezza e non posso paragonarmi agli abitanti del paradiso, che, in una santa ammirazione, esaltano la Misericordia del Signore, ma anch'io ho trovato un modo perfetto per adorare questa inconcepibile Misericordia di Dio. O Gesù dolcissimo, che Ti sei degnato di permettere a me misera di conoscere la Tua insondabile Misericordia. O Gesù dolcissimo, che hai amabilmente voluto che io parlassi al mondo intero della Tua inconcepibile Misericordia, ecco oggi prendo in mano questi due raggi, che sono scaturiti dal Tuo Cuore misericordioso, cioè il Sangue e l'Acqua e li spargo su tutta la faccia della terra, affinché ogni anima sperimenti la Tua Misericordia e, dopo averla sperimentata, l'adori per i secoli infiniti. O Gesù dolcissimo, che nella Tua inconcepibile benevolenza Ti sei degnato di unire il mio misero cuore al Tuo Cuore misericordiosissimo, ecco col Tuo Cuore adoro Dio nostro Padre, come nessun'anima l'ha mai adorato.
21.XII.1936.
Nel pomeriggio c'è sempre una radio accesa, perciò avverto la mancanza del silenzio. Fino a mezzogiorno, continua conversazione e chiasso. Mio Dio, mi ero rallegrata per il silenzio, per parlare solo col Signore, ma qui è tutto l'opposto. Adesso però non mi disturba più niente, né le conversazioni né la radio. In una parola, niente. La grazia di Dio ha fatto in modo che, quando prego, non so nemmeno dove mi trovi; so soltanto che la mia anima è unita al Signore e così mi passano i giorni in questo ospedale. Resto ammirata per le tante umiliazioni e sofferenze che affronta quel sacerdote per la causa; lo vedo in momenti particolari e lo sostengo con la mia indegna preghierà. Soltanto Dio può dare un tale coraggio, poiché diversamente l'anima cederebbe. Ma vedo con gioia che tutte queste difficoltà contribuiscono a procurare una maggior gloria di Dio. il Signore non ne ha molte di queste anime. O eternità infinita, tu illumini gli sforzi delle anime eroiche, dato che la terra ripaga questi sforzi con l'ingratitudine e con l'odio. Queste anime non hanno amici, sono solitarie. In quella solitudine si rafforzano, attingono la forza soltanto da Dio; sia pure con umiltà, ma anche con coraggio affrontano tutte le tempeste che s'abbattono su di loro. Essi, come quelle querce alte come il cielo, sono irremovibili e solo in questo c'è il loro unico segreto: attingono la forza da Dio e tutto ciò di cui hanno bisogno, lo hanno per sé e per gli altri. Portano il loro peso, ma sanno e sono capaci di prendere su di sé i pesi degli altri. Sono vere colonne luminose, sulle vie di Dio, che vivono esse stesse nella luce ed illuminano gli altri. Loro stessi vivono sulle alture e agli altri, più piccoli, sanno indicarle, aiutandoli a raggiungerle. O mio Gesù, Tu vedi che non so scrivere come si deve; per di più non ho nemmeno una penna buona e certe volte scrive così male, tanto che debbo scrivere frasi intere lettera per lettera e questo non è ancora tutto. Ho anche la difficoltà che prendo nota di queste poche cose di nascosto dalle suore; perciò certe volte debbo chiudere il quaderno ogni momento ed ascoltare pazientemente i racconti di una data persona e così se ne va il tempo che avevo destinato per scrivere e quando lo chiudo in tutta fretta, il quaderno si macchia. Scrivo col permesso dei superiori e per ordine del confessore. E curioso il fatto che qualche volta scrivo in modo passabile, mentre altre volte in verità, io stessa riesco a leggere a fatica.
23.XII.1936.
Trascorro dei momenti con la Madonna e mi preparo al momento solenne della venuta di Gesù. La Madonna mi dà degli insegnamenti in merito alla vita interiore dell'anima con Gesù, specialmente nella santa Comunione. Solo nell'eternità conosceremo quale grande mistero compie in noi la santa Comunione. Sono i momenti più preziosi della vita. O mio Creatore, ho nostalgia di Te. Tu mi comprendi, Signore mio. Tutto ciò che c'è sulla terra, mi sembra una pallida ombra. Io voglio e desidero Te, benché Tu faccia per me molte cose inconcepibili, poiché Tu stesso mi fai visita in modo singolare; tuttavia tali visite non leniscono le ferite del cuore, ma suscitano in me una sempre maggiore nostalgia di Te, o Signore. Prendimi con Te, Signore, se questa è la Tua volontà. Tu sai che muoio, sì muoio di nostalgia di Te, ma non posso morire. O morte, dove sei? Mi attiri nell'abisso della Tua Divinità, ma Ti nascondi dietro una fitta nebbia. Tutto il mio essere è immerso in Te; io però desidero contemplarTi faccia a faccia. Quando avverrà questo per me? Oggi mi ha fatto visita Suor Crisostoma. Mi ha portato dei limoni, delle mele ed un piccolo albero di Natale. Mi ha fatto un grandissimo piacere. La Madre Superiora ha chiesto al medico, tramite Suor Crisostoma, di permettermi di andare a casa per le feste ed il medico ha acconsentito volentieri. E stata una gioia per me ed ho pianto come una bimba. Suor Crisostoma è rimasta meravigliata vedendo il mio brutto aspetto e che sono tanto cambiata. E mi ha detto: « Sai, mia cara Faustina, di sicuro morirai; devi soffrire tremendamente! ». Le ho risposto che oggi soffrivo più degli altri giorni, ma non era niente; che per la salvezza delle anime non era troppo. O Gesù misericordioso, dammi le anime dei peccatori.
Oggi durante la santa Messa sono stata particolarmente unita a Dio ed alla Sua Madre Immacolata. L'umiltà e l'amore della Vergine Immacolata sono penetrati nella mia anima. Più imito la Madre di Dio, più profondamente conosco Dio. Oh, quale inconcepibile nostalgia pervade la mia anima! Gesù, come puoi lasciarmi ancora in quest'esilio? Muoio di desiderio per te. Ogni volta che Tu tocchi la mia anima, mi procuri una ferita enorme. L'amore e la sofferenza vanno assieme. Tuttavia non cambierei la sofferenza, che Tu mi procuri, con nessun tesoro al mondo, poiché questa è una sofferenza di un'indicibile delizia ed è una mano amorevole che procura queste ferite alla mia anima. Nel pomeriggio è venuta Suor Gaetana e mi ha accompagnato a casa per le feste. Ero contenta di poter stare assieme alla comunità. Attraversando la città, immaginavo che fosse Betlemme. Vedevo che tutta la gente si affrettava e pensavo: « Chi medita oggi su questo Mistero ineffabile nel raccoglimento e nel silenzio? ». O Vergine Purissima, Tu oggi sei in viaggio ed anch'io sono in viaggio. Sento che il viaggio odierno ha un significato. O Vergine Radiosa, pura come il cristallo, tutta immersa in Dio, affido a Te la mia vita interiore. Organizza tutto in modo che sia gradito a Tuo Figlio, o Madre mia, ed io desidero tanto che Tu mi dia il Piccolo Gesù durante la Messa di Mezzanotte. E sentii in fondo all'anima talmente viva la presenza di Dio, che dovetti trattenere la gioia con la forza della volontà, per non far capire all'esterno quello che avveniva nella mia anima. Prima di cena sono entrata un momento in cappella, per scambiare spiritualmente l'oplatek con le persone care al mio cuore. Ho presentato tutti per nome a Gesù ed ho chiesto delle grazie per loro. Ma questo non è tutto; ho raccomandato al Signore i perseguitati, i sofferenti e coloro che non conoscono il Tuo Nome e specialmente i poveri peccatori. O Piccolo Gesù, Ti prego ardentemente, chiudi tutti nel mare della Tua inimmaginabile Misericordia. O dolce, Piccolo Gesù, hai il mio cuore; sia per Te una gradita e comoda dimora. O infinita Maestà, con quanta dolcezza Ti sei avvicinata a noi! Qui non c'è il terrore dei fulmini del grande Jahvé; qui c'è il dolce, Piccolo Gesù. Qui nessun'anima ha paura, benché non sia diminuita la Tua Maestà, ma si sia semplicemente celata. Dopo cena ero molto stanca e sofferente; ho dovuto andare a coricarmi, ma ho vegliato assieme alla Madonna in attesa della venuta del Bambinello.
28.XII.1936.
Oggi ho cominciato una novena alla Divina Misericordia.
Mi porto in ispirito davanti a quell'immagine e recito la coroncina che
mi ha insegnato il Signore. Il secondo giorno della novena ho visto l'immagine
come fosse viva; attorno c'erano appesi innumerevoli ex voto ed ho visto una
gran folla di gente che accorreva ed ho visto che molti di loro erano felici.
O Gesù, quanta gioia ho provato nel mio cuore! Faccio questa novena per
due persone, cioè per l'arcivescovo e Don Sopocko. Prego fervorosamente
il Signore perché ispiri all'arcivescovo di voler approvare questa
coroncina tanto gradita a Dio e questa immagine, affinché non rinvii
e non sia motivo di ritardo per quest'opera. Oggi improvvisamente mi penetrò
come un lampo lo sguardo del Signore e conobbi subito i più minuscoli
pulviscoli della mia anima ed avendo conosciuto il mio nulla fino in fondo caddi
in ginocchio e domandai perdono al Signore e con grande fiducia mi affidai alla
Sua infinita Misericordia. Questa conoscenza non mi deprime, né mi allontana
dal Signore, anzi suscita nella mia anima un maggior amore ed una fiducia illimitata
ed il pentimento del mio cuore è unito all'amore. Questi lampi particolari
plasmano la mia anima. O dolce Raggio Divino, illuminami fin nei punti più
segreti e profondi, poiché desidero giungere alla più grande
purezza di cuore e di anima. Verso sera una grande nostalgia s'impadronì
della mia anima. Presi l'opuscolo con l'immagine di Gesù Misericordioso
e lo strinsi al cuore e mi uscirono dall'anima queste parole: « Gesù,
Amore eterno, per Te vivo, per Te muoio e desidero unirmi a Te ». All'improvviso
vidi il Signore di una bellezza inconcepibile, che mi guardò benevolmente
e disse: «FigliaMia, anch'Io per amor tuo sono sceso dal cielo, per
te ho vissuto, per te sono morto e per te ho creato i cieli» . E Gesù
mi strinse al Suo Cuore e mi disse: « Fra non molto; sta' tranquilla,
figlia Mia ». Quando rimasi sola, l'anima mia s'infiammò dal
desiderio di soffrire fino al momento in cui il Signore dirà: ora basta.
Ed anche se dovessi vivere migliaia di anni, alla luce di Dio vedo che è
soltanto un momento.
Le anime... [La frase è rimasta incompiuta].
Oggi dopo la santa Comunione ho udito una voce nell'anima: «Figlia Mia, vigila, poiché verrò inavvertitamente». « Gesù, non vuoi dirmi l'ora che attendo con tanta nostalgia? ». « Figlia Mia, per il tuo bene la saprai, ma non ora, vigila » . O Gesù, fa' di me quello che Ti piace. So che sei il Salvatore misericordioso e so che non cambierai per me nell'ora della morte. Se ora mi dimostri un amore così particolare e se Ti degni unirTi a me in una maniera così confidenziale ed amorevole, per questo spero ancora di più nell'ora della morte. Tu Signore, Dio mio, non puoi cambiare; sei sempre lo stesso. I cieli possono cambiare e tutto ciò che è stato creato, ma Tu Signore, sempre lo stesso durerai nei secoli. Quindi vieni come vuoi e quando vuoi. Padre d'infinita Misericordia, io Tua figlia attendo con nostalgia la Tua venuta. O Gesù, Tu hai detto nel santo Vangelo: «Ti giudico dalle tue labbra»; perciò Gesù, io parlo sempre della Tua inimmaginabile Misericordia. Confido pertanto che mi giudicherai secondo la Tua infinita Misericordia.
30.XII.1936.
Finisce l'anno. Oggi ho fatto il ritiro spirituale mensile. Il mio spirito si è concentrato sui benefici elargitimi dal Signore nel corso di tutto l'anno. La mia anima ha tremato alla vista dell'enorme quantità di grazie che Dio mi ha concesso. E sgorgato dalla mia anima un inno di ringraziamento a Dio. Per un'ora intera mi sono immersa nell'adorazione e nei ringraziamento, considerando i singoli benefici di Dio ed anche le mie piccole manchevolezze.Tutto ciò che quest'anno ha racchiuso in sé, è andato nell'abisso dell'eternità. Nulla si perde. Sono contenta che non si perda nulla.